Alpenfauna Museum

Il Barone Luigi Beck-Peccoz, discendente da nobile famiglia walser, nel suo testamento datato Augsburg, 11 Febbraio 1882, cosi scriveva:
“Io voglio che la mia collezione di trofei che è ad Augsburg e ereditata da mio padre sia trasportata a Gressoney e sistemata in un edificio espressamente costruito. La collezione dovrà essere completata e aumentata tanto che è possibile; per l’esecuzione di questa mia disposizione destino un capitale di 40.000 marchi alemanni.”
I fratelli Antonio e Carlo, suoi esecutori testamentari, agli inizi del 1900, fecero erigere il Museo a Gressoney Saint Jean, in località Predeloasch, a pochi metri da Villa Margherita (attuale sede del municipio).
All’interno della palazzina, in sale decorate con affreschi in stile tedesco, fu riunita ed esposta da Egon Beck-Peccoz, figlio di Antonio, la rara e ricca collezione composta di trofei di caccia, di armi antiche nonchè di altri preziosi cimeli di famiglia quali: ritratti, quadri, libri e pubblicazioni inerenti alla fauna e flora alpina.
A quell’epoca il museo era visitato dai primi frequentatori della Valle del Lys e dagli ospiti della famiglia Beck-Peccoz.
La Regina Margherita di Savoia, il 2 Agosto 1913, appose la firma sul libro dei visitatori. Altre personalità italiane ed estere si avvicendarono e fra queste ricordiamo quella del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi nella visita del 3 Settembre 1951.
L’edificio completo delle collezioni e dei trofei e delle armi antiche fu acquistato dalla Regione Valle d’Aosta nel 1986.
Il Corpo Forestale Valdostano, incaricato dell’allestimento dell’edificio, ha progettato e realizzato un nuovo disegno museografico provvedendo al tempo stesso alla conservazione e alla salvaguardia delle collezioni storiche.
Il piano terreno, originariamente destinato ad abitazione, è stato restaurato ed adibito ad esposizione. Il nuovo allestimento è stato realizzato secondo criteri grafico-espositivi atti ad illustrare i principali aspetti scientifici della fauna locale.
Gli arredi e le esposizioni, inseriti in un ambiente architettonico mitteleuropeo, offrono una struttura museale faunistica di grande rilievo.