Le Esplorazioni

La prima esplorazione del ghiacciaio del Monte Rosa fu effettuata da sette ragazzi di Gressoney.
Partirono per questa avventura nell’estate del 1778 per cercare a nord del vasto massiccio la “Valle perduta”, ovvero i verdi pascoli della terra di origine dei loro antenati.
Dopo una lunga e faticosa marcia fra i ghiacci e le nevi perenni, i sette giovani arrivarono su una specie di isolotto roccioso, che chiamarono “Entdeckungsfels” (Roccia della Scoperta), situato a 4177 metri di quota nei pressi del famoso ed importante Colle del Lys. Ciò che essi videro sul versante settentrionale della montagna non era altro che un’infinita distesa crepacciata, l’attuale “Grenzgletscher”.
Dall’inizio dell’Ottocento il Monte Rosa è stato teatro di tantissime ascensioni. Pietro Giordani di Alagna conquistò la prima vetta nell’anno 1801, una cima di 4046 metri che da allora si chiama “Punta Giordani”.

Racconti e leggende…
Il Monte Rosa è il regno dei ghiacciai perenni, invalicabile barriera tra il Vallese e le valli piemontesi e valdostane. Risalendo queste ultime si nota come l’architettura, la lingua e il modo di vivere mettono in dubbio questo facile presupposto. Come si spiegano infatti i tanti punti in comune con la cultura delle popolazioni walser insediate nelle alte vallate italiane del massiccio se l’immensa distesa di cime ha costituito un ostacolo per traffici e migrazioni? Sicuramente non sempre i ghiacciai hanno bloccato gli alti colli del Rosa.
Numerose leggende raccontano di pascoli, campi coltivati e città laddove ora tutto è ricoperto da nevi e ghiacci perenni.
Fra tutte si può ricordare la “Leggenda della città di Felik” che sorgeva sulla destra delle morene dell’attuale lingua terminale del Ghiacciaio del Lys, alla testata della Valle di Gressoney. La città, favorita dai traffici con il vicino Vallese, aveva un’attività molto prosperosa che aveva fatto dimenticare alla sua popolazione il rispetto per Dio. Venne quindi punita dal cielo con un lunghissimo inverno che la seppellì per sempre. Ancora oggi si narra che le anime dei suoi abitanti vagano fra i ghiacciai del Monte Rosa alla ricerca della salvezza eterna.